Tanti agricoli

Durante il periodo tra il 1922 e il 1943, quando Benito Mussolini era il primo ministro, l'idea fu quella di rendere l'Italia una nazione autosufficiente per quanto riguardava la produzione di grano, ma da quel tempo in poi i terreni delicati alle coltivazioni sono stati ridotti, passando da oltre 12 milioni di acri fino ad arrivare a circa 5 milioni di acri (approssimativamente da 50.000 a 20.000 km quadrati). Il grano duro utilizzato per la creazione della pasta, viene tradizionalmente coltivato nel sud, mentre il grano tenero utilizzato per la creazione di pane, biscotti e pizze, viene coltivato principalmente nelle regioni pianeggianti del Nord.

I raccolti delle regioni del nord possono raggiungere quantità triple rispetto a quelli ottenuti nel sud, grazie all'evoluzione delle tecniche di meccanizzazione e terreni più adatti alla coltivazione.

L'Italia è uno degli esportatori più importanti di riso, principalmente coltivato nelle pianure del Po. Questi territori ospitano anche ampie coltivazioni di mais. Tra le altre coltivazioni, i pomodori sono il prodotto più importante per quanto riguarda il mercato interno e quello delle esportazioni, con Napoli e la regione dell'Emilia-Romagna come principali produttori. Nella parte iniziale del XXI secolo, i terreni dedicati alla coltivazione dei pomodori hanno visto raddoppiare la loro estensione, e la produzione è quadruplicata come risultato del miglioramento delle tecniche produttive.